Il disegno di legge di bilancio 2027 è all'esame della Camera. Per la scuola contiene fondi per la riqualificazione energetica degli edifici, la proroga del contributo per le famiglie che scelgono le paritarie, nuove regole sui fondi per i nidi e un'ulteriore riduzione degli organici. Un quadro in cui le risorse aggiuntive sono poche e quasi tutte differite.
Con l'autorizzazione del Presidente della Repubblica alla presentazione alle Camere, il disegno di legge di bilancio per il 2027 ha iniziato il proprio percorso parlamentare. Ne emerge un quadro composito, nel quale accanto a interventi di indubbio interesse, come quello sull'efficienza energetica degli edifici, convivono riduzioni di spesa e di personale che rischiano di pesare in misura maggiore. Conviene esaminare le singole disposizioni, anche per comprendere chi ne saranno i destinatari effettivi e in quali tempi.
Edifici scolastici: 650 milioni dal 2028, con copertura integrale
La misura più rilevante sul piano finanziario è quella dell'articolo 80, che stanzia nel bilancio del Ministero dell'ambiente e della sicurezza energetica 150 milioni di euro per il 2028 e 250 milioni annui per il 2029 e il 2030, per complessivi 650 milioni, destinati alla riqualificazione energetica degli edifici scolastici pubblici. Le risorse saranno trasferite al Gestore dei servizi energetici e utilizzate nell'ambito del Conto termico disciplinato dall'articolo 28 del d.lgs. n. 28 del 2011.
La particolarità sta nell'intensità dell'incentivo. Mentre il regime ordinario del Conto termico copre di regola solo una parte della spesa sostenuta, per questi interventi la copertura sarà integrale, a condizione che il fabbisogno di energia primaria dell'edificio si riduca di almeno il 30 per cento. Beneficiari sarebbero gli enti proprietari degli edifici, cioè comuni, province e città metropolitane, secondo il riparto di competenze tracciato dalla legge n. 23 del 1996 sull'edilizia scolastica. Criteri di assegnazione, requisiti tecnici, modalità di verifica dei risparmi e ipotesi di revoca saranno fissati con decreti ministeriali da adottare entro novanta giorni dall'entrata in vigore della legge.
Due elementi vanno però tenuti presenti. Il primo è temporale: nel 2027 non è previsto alcuno stanziamento, sicché i primi interventi non potranno essere finanziati prima del 2028. Il secondo è di sistema: le risorse rientrano tra le misure in materia energetica che la Manovra, all'articolo 76, collega alla richiesta di attivazione della clausola di salvaguardia nazionale prevista dalle regole di bilancio europee. Per gli enti locali la vera partita si giocherà sulla capacità di presentarsi pronti, con diagnosi energetiche e progetti già impostati, quando i decreti attuativi apriranno le procedure: l'esperienza dei bandi PNRR insegna che, in questi casi, la disponibilità delle risorse non basta se manca una progettazione adeguata.
Paritarie, povertà educativa e fascia 0-6
L'articolo 104 estende al 2027 il contributo introdotto dalla legge di bilancio 2026 a favore delle famiglie che iscrivono un figlio a una scuola paritaria secondaria di primo grado o al primo biennio della secondaria di secondo grado. Il beneficio arriva fino a 1.500 euro per studente, con importi decrescenti al crescere dell'ISEE e una soglia massima di 30.000 euro; la spesa autorizzata è di 20 milioni. Pur restando invariati modalità e requisiti, occorrerà un nuovo decreto del ministro, che presumibilmente ricalcherà quello vigente. La misura si colloca nel solco della legge n. 62 del 2000 sulla parità scolastica e del dibattito, mai del tutto sopito, sull'interpretazione della clausola «senza oneri per lo Stato» dell'articolo 33 della Costituzione, che la prassi legislativa ha ormai da tempo letto come compatibile con interventi di sostegno rivolti alle famiglie anziché agli istituti.
Sul versante del contrasto alla povertà educativa, l'articolo 106 proroga al 2028 e al 2029 il credito d'imposta del 75 per cento riconosciuto alle fondazioni di origine bancaria che alimentano il relativo Fondo, nel limite di 6 milioni annui. L'articolo 60 introduce invece, per il triennio 2027-2029, un voucher fino a 500 euro mensili per tre mesi destinato ai genitori lavoratori autonomi con figli nella fascia 0-6 anni, spendibile per servizi di baby-sitting o servizi educativi, nel limite di 15 milioni annui.
Più delicato è l'intervento dell'articolo 121 sui fondi statali per gli asili nido. Le risorse, stanziate dal 2022 e cresciute fino a 1,1 miliardi annui dal 2027, servono a portare ogni comune a una copertura di almeno il 33 per cento dei bambini tra 3 e 36 mesi, obiettivo che la legge n. 234 del 2021 ha qualificato come livello essenziale delle prestazioni. Con il calo delle nascite, quel traguardo si raggiunge con meno risorse di quelle stanziate, e la norma prevede che le somme eccedenti siano ripartite nel 2027 tra i comuni in proporzione ai bambini della fascia d'età, tenendo conto anche dei posti creati con nuovi interventi edilizi, compresi quelli dei comuni che hanno già superato la soglia. È una scelta che evita di perdere le risorse, ma che segnala anche come la denatalità stia diventando, in più punti della Manovra, il criterio con cui si ridisegna la spesa per l'infanzia e per la scuola.
Personale e tagli ai ministeri
Per il personale scolastico, come per tutti i lavoratori dipendenti, l'articolo 59 aumenta i mesi di congedo parentale indennizzati all'80 per cento della retribuzione: da uno a due complessivi, tre per il secondo figlio e quattro dal terzo, per chi conclude il congedo di maternità o di paternità dopo il 31 dicembre 2026. Si tratta di una misura che si innesta sul d.lgs. n. 151 del 2001 e che, nel comparto scuola, andrà coordinata con le previsioni del contratto collettivo in materia di congedi.
Il rovescio della medaglia è rappresentato dall'articolo 66, comma 5, che dall'anno scolastico 2027/28 riduce di 4.925 posti l'organico dei docenti e di 2.049 quello del personale ATA, con risparmi stimati in 83,9 milioni per il 2027 e 251,7 milioni annui dal 2028. Di questa norma, e delle reazioni che ha suscitato, abbiamo già dato conto in un precedente intervento.
Completano il quadro i tagli di spesa ai ministeri disposti dall'articolo 135. Per il Ministero dell'istruzione e del merito la spesa corrente si riduce in modo strutturale fino a 25,8 milioni annui dal 2029, di cui a regime 21,5 milioni sul programma dedicato al reclutamento e all'aggiornamento dei dirigenti scolastici e del personale. In conto capitale la riduzione, concentrata in larga parte sull'edilizia scolastica, è di 11,5 milioni nel 2027, 9,1 nel 2028 e 22,6 nel 2029, importi che secondo l'allegato 6 dovrebbero tornare nella disponibilità del Ministero nel triennio 2030-2032. Anche il Ministero dell'università e della ricerca subisce riduzioni, sia di parte corrente sia in conto capitale. L'articolo 144 consente infine di riassegnare al Fondo unico per l'edilizia scolastica le somme restituite dagli enti locali per interventi revocati o rinunciati.
Letti insieme, questi dati restituiscono un'immagine in parte contraddittoria: si stanziano risorse nuove per l'efficienza energetica degli edifici dal 2028, mentre nel frattempo si riducono gli stanziamenti ordinari per l'edilizia scolastica e per la formazione del personale.
L'esame del testo parte da Montecitorio e dovrà concludersi in entrambi i rami entro il 31 dicembre. Secondo quanto riportato, le audizioni alla Camera si svolgeranno tra il 5 e il 12 novembre e il termine per la presentazione degli emendamenti è fissato a martedì 17 novembre.
Sono settimane in cui l'impianto delle misure sulla scuola potrà ancora cambiare, a partire dal taglio degli organici, sul quale sono già emerse aperture all'interno della stessa maggioranza. Per gli enti locali, le scuole paritarie e le famiglie, il consiglio è di seguire con attenzione non solo il testo finale della legge, ma anche i decreti attuativi che ne seguiranno, perché sarà lì che si definiranno in concreto requisiti, criteri e tempi di accesso alle risorse.










