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Con l’approvazione del disegno di legge di bilancio da parte del Consiglio dei ministri si è aperta la sessione di bilancio dell’ultimo anno della legislatura, e il mondo della scuola si trova a leggere un testo che va in due direzioni non facilmente conciliabili. Da un lato, il Ministro dell’Istruzione e del Merito rivendica l’accoglimento delle richieste del suo dicastero sull’edilizia scolastica; dall’altro, scorrendo l’articolato, emerge una riduzione delle dotazioni organiche del personale docente e ATA che ha già acceso il confronto politico e sindacale. Conviene allora mettere ordine, distinguendo ciò che è scritto da ciò che è soltanto annunciato.

Il quadro generale e l’iter

Il Governo ha approvato il disegno di legge il 28 ottobre e, secondo quanto dichiarato, la manovra vale circa 26 miliardi di euro per il 2027 e 27 miliardi per il 2028. Una parte rilevante dell’operazione, circa 9 miliardi, è assorbita dalla conferma di misure già introdotte con la precedente legge di bilancio. La manovra si colloca all’esito di un percorso iniziato con il Documento programmatico di bilancio, approvato dal Consiglio dei ministri il 13 ottobre. 

Sul piano procedurale va tenuto fermo un dato: ciò che oggi si commenta è una bozza. Camera e Senato hanno tempo fino al 31 dicembre per l’approvazione definitiva, con entrata in vigore dal 1° gennaio 2027 salvo diverse decorrenze delle singole misure, e il testo resta esposto alle modifiche che matureranno nel passaggio parlamentare. Ogni valutazione sulle norme scolastiche va quindi letta con questa riserva.

L’edilizia scolastica e i climatizzatori

Il Ministro Valditara ha espresso soddisfazione per le misure contenute nella manovra, che a suo dire recepiscono le richieste del Ministero sugli interventi di edilizia scolastica, a cominciare dall’efficientamento energetico. Il Ministro ha collegato le nuove risorse al programma di investimenti avviato nel 2022, che definisce il più ampio mai realizzato nel settore, con l’obiettivo dichiarato di rendere le scuole più accoglienti e funzionali per studenti e personale. In un intervento di poco precedente, lo stesso Ministro aveva quantificato in 5,1 miliardi le risorse messe a disposizione dal 2022 e nel 25% la quota di edifici in cui la riqualificazione sarebbe stata avviata.

La misura di maggiore impatto mediatico è stata annunciata dalla Presidente del Consiglio in conferenza stampa: una parte delle risorse sarà destinata a dotare tutte le scuole italiane di impianti di climatizzazione, presentata come una questione di civiltà per chi studia d’inverno al freddo o d’estate con temperature elevate. Allo stato, tuttavia, l’importo stanziato e il meccanismo di riparto non risultano dai materiali diffusi. Il punto non è secondario, perché la competenza sugli edifici scolastici resta in capo agli enti proprietari, Comuni e Province, e sarà la disciplina attuativa a stabilire se i fondi transiteranno per bandi, per riparti su base regionale o per assegnazioni dirette, con le relative tempistiche di progettazione e di spesa.

Il «disagio giovanile»: un capitolo ancora da leggere

Il Ministro ha definito di particolare importanza anche gli interventi a favore dei giovani, presentandoli come una risposta concreta alle situazioni di disagio presenti nella società. Il comunicato, però, non indica quali norme abbia in mente. Le misure per i giovani rese note dal Governo sono essenzialmente di natura fiscale e lavoristica: per i lavoratori under 30 il limite di esenzione dei fringe benefit sale a 2 mila euro ed è previsto un premio di 2.500 euro tassato all’1 per cento, i cui requisiti dovranno essere chiariti dal testo; per gli affitti a canone concordato la cedolare secca scende al 5 per cento, e all’1 per cento se l’inquilino ha meno di 35 anni. Si tratta di interventi che toccano i giovani adulti già entrati nel mercato del lavoro o della casa, non la popolazione scolastica. Se nel disegno di legge vi siano anche specifiche misure di prevenzione del disagio rivolte agli studenti, con quali risorse e con quale ruolo per le istituzioni scolastiche, si potrà dire soltanto con la pubblicazione del testo depositato alle Camere.

La riduzione degli organici

È qui che la lettura della bozza ha prodotto le reazioni più forti. La relazione tecnica quantifica gli effetti dell’articolo 66, che dall’anno scolastico 2027/2028 riduce di 4.925 posti l’organico dell’autonomia e di 2.049 posti le dotazioni del personale ATA, per un totale di 6.974 unità e un risparmio stimato in 83,9 milioni nel 2027 e 251,7 milioni annui dal 2028. La bozza prevede inoltre che il turn over nelle amministrazioni dello Stato sia ridotto al 75% nel prossimo anno e riportato al 100% nel 2028, ma non è ancora chiaro se la misura transitoria riguardi anche il comparto scuola.

Sotto il profilo giuridico, la scelta di incidere sull’organico dell’autonomia non è neutra. Si tratta dei posti istituiti per sostenere l’offerta formativa delle singole istituzioni scolastiche, spesso impiegati per il potenziamento, per i progetti di recupero e, di fatto, per la copertura delle supplenze brevi. Una loro contrazione si traduce in minore margine organizzativo per i dirigenti e, potenzialmente, in un aumento del contenzioso sull’assegnazione delle ore e sull’utilizzazione dei docenti. Resta inoltre aperta la questione dei posti di sostegno: l’Anief ha chiesto trasparenza sui criteri delle riduzioni e l’esclusione di ogni intervento sul sostegno, ritenuto condizione essenziale del diritto all’inclusione. Finché il testo non chiarirà su quali posti la riduzione andrà a operare, è prudente non dare per scontata né l’una né l’altra soluzione.

Le paritarie e il sostegno alle famiglie

Viene confermato anche per il 2027 il contributo fino a 1.500 euro per le famiglie con ISEE inferiore a 30 mila euro che iscrivono i figli alle scuole paritarie, con uno stanziamento di 20 milioni pari a quello dello scorso anno. Sul versante delle famiglie in generale, il disegno di legge istituisce un fondo di risparmio per ogni bambino nato nel 2027, alimentato dallo Stato con 100 euro l’anno fino ai 18 anni, e porta da tre a quattro i mesi di congedo parentale retribuito all’80 per cento.

Che cosa attendersi

Le prossime settimane saranno decisive. Il deposito del testo in Parlamento consentirà di leggere l’articolato e la relazione tecnica nella loro interezza e di verificare tre aspetti che, per chi opera nella scuola, contano più degli annunci: l’entità effettiva e i canali di erogazione delle risorse per l’edilizia e la climatizzazione; il perimetro della riduzione degli organici, con particolare riguardo al sostegno e alla distribuzione territoriale dei tagli; l’eventuale applicazione al comparto della stretta sul turn over, che inciderebbe direttamente sulle immissioni in ruolo dell’estate 2027. Su ciascuno di questi punti la fase emendativa potrà ancora cambiare il quadro, e sarà su quel testo, non sulla bozza, che dirigenti, docenti e famiglie dovranno misurare le conseguenze concrete della manovra.

 

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