PEI e GLO, il Ministero prepara un emendamento al decreto Scuola: termini più netti, riunioni anche a distanza e approvazione con il quorum della convocazione
La proposta, accolta con favore da FISH e FAND, interviene sull’articolo 1 del D.L. 170/2026 in corso di conversione al Senato. Semplificazione e continuità delle ore di sostegno i punti di forza. Qualche cautela va però tenuta sulla regola che consente di approvare il Piano anche in assenza di una delle componenti.
L’iter di conversione del decreto legge n. 170/2026 (Atto Senato n. 2053) potrebbe portare con sé un correttivo significativo sul Piano educativo individualizzato. A darne notizia sono FISH ETS e FAND, le due principali federazioni delle associazioni delle persone con disabilità. Le federazioni hanno espresso apprezzamento per una proposta emendativa del Ministero dell’Istruzione e del Merito che, a loro dire, recepisce le osservazioni avanzate dopo la riunione dell’Osservatorio permanente per l’inclusione scolastica dell’8 ottobre. Il testo sarebbe stato trasmesso al Dipartimento per i rapporti con il Parlamento, ma non risulta ancora formalmente depositato in Commissione. Ogni valutazione resta quindi provvisoria.
I tempi del PEI
Il primo intervento riguarda il calendario. Secondo l’emendamento, il PEI andrebbe redatto entro giugno e potrebbe essere aggiornato, corretto e integrato entro il 15 ottobre dell’anno scolastico di riferimento. Resterebbe sempre possibile modificarlo successivamente, se emergono esigenze nuove o sopravvenute dell’alunno, anche in relazione al suo progetto di vita.
Rispetto all’assetto delineato dal D.I. 182/2020, che conosceva un PEI provvisorio entro giugno per i nuovi certificati e la redazione definitiva entro il 31 ottobre, la scansione si fa più netta. L’obiettivo è che all’avvio delle lezioni la programmazione sia già impostata, e che l’autunno serva solo a rifinirla. È una scelta condivisibile, purché la scadenza del 15 ottobre non venga letta come una preclusione: la clausola sulle esigenze sopravvenute è ciò che preserva la natura dinamica del Piano, e su di essa le famiglie potranno fare leva quando la situazione dell’alunno cambia in corso d’anno.
La conferma delle ore nel passaggio di anno
Il decreto già prevede che, nel passaggio da un anno all’altro, si confermino in via prioritaria le ore di sostegno e quelle di assistenza all’autonomia e alla comunicazione assegnate l’anno precedente. L’emendamento chiarisce che restano comunque possibili gli aggiornamenti motivati da nuove condizioni della persona o dai risultati raggiunti nel percorso educativo.
Dal punto di vista delle famiglie si tratta di una garanzia importante, che si inserisce in un orientamento giurisprudenziale ormai consolidato. Dalla sentenza n. 80 del 2010 della Corte costituzionale, che ha dichiarato illegittimi i limiti rigidi alle ore di sostegno, fino alle pronunce delle Sezioni Unite della Cassazione sulla tutela antidiscriminatoria quando il PEI non viene attuato, il principio è chiaro: le risorse definite nel Piano non sono comprimibili per ragioni di mera organizzazione. La conferma automatica rafforza questo presidio. Il riferimento all’aggiornamento «motivato», però, impone che un’eventuale riduzione sia sostenuta da elementi concreti sul percorso dell’alunno e non da esigenze di bilancio presentate come valutazioni pedagogiche.
Il GLO: riunioni a distanza e approvazione anche in assenza di una componente
Il secondo correttivo riguarda il Gruppo di lavoro operativo per l’inclusione. Da un lato si prevede espressamente la possibilità di partecipare in modalità telematica e di acquisire digitalmente i materiali. È una soluzione di buon senso, che molte scuole già praticano e che può superare le difficoltà, spesso segnalate, legate alla presenza degli operatori sanitari dell’ASL.
Dall’altro lato, il PEI potrebbe essere approvato anche se una delle componenti è assente, purché sia stata regolarmente convocata. La regola risponde a un problema reale, quello dei GLO rinviati più volte per l’assenza di una figura, con il risultato di lasciare l’alunno senza Piano per settimane. Merita però una lettura attenta. Tra le componenti del GLO ci sono anche i genitori, e la loro partecipazione non è un elemento accessorio ma un tratto qualificante del procedimento. La regolarità della convocazione diventa allora il punto su cui si gioca la legittimità della delibera. Servono comunicazioni tracciabili, preavviso congruo, indicazione dell’ordine del giorno e, ora, anche il collegamento a distanza come alternativa effettiva alla presenza. Un PEI approvato in assenza della famiglia, sulla base di una convocazione irrituale o tardiva, resterebbe esposto a contestazione.
Nel complesso l’emendamento va nella direzione di un procedimento più rapido e più prevedibile, e il consenso delle federazioni ne è un indice significativo. Resta da vedere il testo definitivo che uscirà dalla Commissione e, soprattutto, come le scuole sapranno usare i nuovi strumenti: la semplificazione funziona quando accelera le decisioni, non quando riduce il confronto con chi conosce meglio l’alunno.







