Nella seduta del 3 febbraio 2026, la Camera dei deputati ha affrontato in discussione generale il Disegno di Legge A.C. 2654, di iniziativa parlamentare, che introduce disposizioni in favore degli alunni e degli studenti ad alto potenziale cognitivo e conferisce al Governo una specifica delega legislativa per il loro riconoscimento formale nella scuola italiana.

Un riconoscimento ancora senza definizione normativa

Il cuore del ddl è la definizione normativa di alunno o studente ad alto potenziale cognitivo: secondo il testo, tale condizione è caratterizzata da manifestazioni evidenti di capacità di apprendimento superiori e precoci in una o più aree rispetto ai coetanei, incluse le situazioni di doppia o multipla eccezionalità.
Il disegno di legge inserisce tali studenti all’interno della nozione di bisogni educativi speciali (BES), ampliando quindi l’ambito di tutela educativa oltre le categorie tradizionali (disabilità, disturbi specifici e svantaggio).

La delega al Governo: criteri e obiettivi

L’articolo più significativo, il comma 3 dell’articolo 3, conferisce al Governo il compito di adottare, entro dodici mesi dall’entrata in vigore della legge, uno o più decreti legislativi per il riconoscimento degli studenti ad alto potenziale cognitivo.
Tali decreti dovranno rispettare criteri direttivi quali:

  • garantire il diritto allo studio commisurato alle potenzialità di ciascun alunno;

  • adottare criteri uniformi per l’adozione di Piani Didattici Personalizzati (PDP) mirati all’inclusione e alla personalizzazione degli apprendimenti;

  • assicurare alle famiglie adeguata consulenza e informazione continuativa.

La disciplina prevede inoltre una clausola di neutralità finanziaria: i provvedimenti attuativi non devono comportare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica e, qualora ciò si rendesse necessario, l’emanazione dei decreti dovrà essere accompagnata da appositi stanziamenti.

Un Piano triennale per l’inclusione: cosa prevede l’articolo 4

Il ddl non si limita alla delega, ma istituisce con decreto ministeriale un Piano triennale sperimentale di attività per l’inclusione scolastica degli studenti ad alto potenziale cognitivo.
Il Piano, attuato su base volontaria dalle istituzioni scolastiche, comprende:

  • formazione specifica dei docenti per identificare e supportare efficacemente questi studenti;

  • attività di inclusione da realizzare nelle scuole aderenti;

  • partecipazione delle istituzioni scolastiche sulla base di certificazioni, previo consenso delle famiglie.

Il testo prevede anche l’istituzione di un Comitato tecnico-scientifico presso il Ministero dell'Istruzione e del Merito, incaricato di coordinare e monitorare l’attuazione del Piano e di individuare, nell’ambito delle prestazioni del Servizio sanitario nazionale, le prestazioni utili al riconoscimento degli studenti interessati.

Formazione docenti e personalizzazione dell’insegnamento

L’articolo 5 disciplina la formazione dei docenti coinvolti nel Piano, finalizzata all’acquisizione di competenze per il riconoscimento e l’inclusione degli studenti ad alto potenziale cognitivo.
Le attività formative dovranno essere svolte al di fuori dell’orario di insegnamento o di servizio e, come il resto del testo, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.

Inoltre, il provvedimento chiarisce che, pur nell’ambito della personalizzazione del percorso didattico, sarà necessario tenere conto non solo dei bisogni cognitivi e di rendimento, ma anche degli interessi, delle attitudini e degli aspetti relazionali ed emotivi di ciascun studente ad alto potenziale.

Questioni aperte e prospettive

Al di là dell’accoglimento in sede di prima lettura, il ddl presenta profili di complessità, specie sotto il profilo finanziario e di coordinamento normativo. Come evidenziato nelle relazioni tecniche a supporto del testo, sarà fondamentale che il Governo fornisca chiarimenti su potenziali oneri e sui criteri per garantire l’effettiva attuazione dei principi direttivi affidati alla delega.

Il passaggio alla Camera, dopo l’approvazione in prima lettura al Senato, rappresenta un passo significativo verso un sistema scolastico più inclusivo e attento alle diversità cognitive degli studenti italiani.

Il ddl A.C. 2654, discusso il 3 febbraio 2026, segna un tentativo di colmare un vuoto normativo di grande rilevanza educativa: il riconoscimento e l’inclusione degli studenti ad alto potenziale cognitivo. L’iniziativa si inserisce in un quadro più ampio di riforme e interventi sulla scuola – dai dibattiti sul Milleproroghe alla sicurezza scolastica – testimoniando un’attività legislativa in progresso, pur tra rilevanti sfide applicative e finanziarie.

 

 

 

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