Le Prove INVALSI 2026 costituiscono una componente strutturale del sistema nazionale di valutazione degli apprendimenti e sono predisposte dall’INVALSI con l’obiettivo di rilevare, su base standardizzata, i livelli di competenza degli studenti in Italiano, Matematica e Inglese. Si tratta di prove che non producono voti, non incidono sulla media scolastica e non hanno natura selettiva, ma che assumono rilievo ai fini del monitoraggio del sistema educativo e, per alcuni gradi scolastici, come requisito di partecipazione agli esami di Stato.
Le rilevazioni coinvolgono la seconda e la quinta classe della scuola primaria, la terza classe della scuola secondaria di primo grado, nonché la seconda e l’ultimo anno della scuola secondaria di secondo grado. Nella primaria le prove si svolgono in modalità cartacea, mentre nella secondaria sono somministrate in modalità digitale tramite piattaforma CBT. Nelle classi terminali del primo e del secondo ciclo, la partecipazione alle prove è richiesta come condizione di ammissione all’esame conclusivo, fermo restando che il risultato conseguito non incide in alcun modo sull’esito dell’esame stesso.
Un aspetto centrale delle Prove INVALSI 2026 riguarda la disciplina delle tutele previste per gli studenti con bisogni educativi speciali, chiarita in modo puntuale dalla Nota INVALSI sullo svolgimento delle prove 2025-2026 per alunni con BES
Il documento ribadisce un principio fondamentale: le misure compensative e dispensative non sono automatiche, ma dipendono dalla tipologia di bisogno educativo e dalla presenza di una formale documentazione, ossia il Piano Educativo Individualizzato o il Piano Didattico Personalizzato.
Per gli studenti con disabilità certificata ai sensi della legge n. 104/1992, le modalità di svolgimento delle prove sono rimesse alla valutazione della scuola. Il Consiglio di classe può prevedere misure compensative o dispensative, fino all’eventuale esonero da una o più prove standardizzate, oppure predisporre prove adattate coerenti con il PEI. In questi casi, qualora lo studente non sostenga la prova INVALSI standardizzata, non viene rilasciata la certificazione INVALSI, ma ciò non pregiudica in alcun modo l’ammissione all’esame di Stato, come espressamente previsto dall’articolo 20, comma 8, del decreto legislativo n. 62/2017.
Diversa è la disciplina per gli studenti con Disturbi Specifici di Apprendimento certificati ai sensi della legge n. 170/2010. In presenza di un PDP regolarmente adottato, le prove INVALSI si svolgono ordinariamente, con l’applicazione degli strumenti compensativi previsti nel piano e attivabili sulla piattaforma INVALSI, come il tempo aggiuntivo e il sintetizzatore vocale. È inoltre possibile, se espressamente indicato nel PDP, prevedere la dispensa dalla prova di lingua inglese. Anche in questo caso, la partecipazione alle prove resta valida ai fini dell’ammissione agli esami conclusivi.
Particolare attenzione va riservata agli studenti con altri bisogni educativi speciali non rientranti nelle tutele delle leggi 104 e 170. La Nota INVALSI chiarisce che, in questi casi, l’utilizzo di strumenti compensativi è consentito esclusivamente se lo studente è in possesso di un PDP che ne preveda espressamente l’uso e solo se tali strumenti risultano funzionali allo svolgimento delle prove. Non sono invece ammesse misure dispensative. In assenza di un PDP formalmente adottato, non è consentito alcun adattamento o strumento compensativo, neppure se utilizzato durante l’attività didattica ordinaria.
Dal punto di vista organizzativo e giuridico, la corretta gestione delle Prove INVALSI per studenti con BES implica una responsabilità precisa in capo al Consiglio di classe e al Dirigente scolastico. Le decisioni devono essere coerenti con la documentazione ufficiale, adeguatamente verbalizzate e correttamente inserite nella piattaforma INVALSI nei casi di somministrazione CBT. L’adozione di misure non formalizzate o l’applicazione impropria di strumenti compensativi può determinare irregolarità procedurali, con possibili ricadute sul piano amministrativo e contenzioso.
In conclusione, le Prove INVALSI 2026 non possono essere considerate un adempimento meramente tecnico. Esse costituiscono un passaggio rilevante del percorso scolastico, che richiede rigore procedurale, rispetto delle fonti normative e piena coerenza tra valutazione, personalizzazione didattica e tutela dei diritti degli studenti. La Nota INVALSI 2025-2026 sui BES fornisce un quadro chiaro e vincolante: le tutele esistono, ma devono essere correttamente documentate, motivate e applicate, affinché la valutazione sia realmente equa, inclusiva e legittima.








