La Regione Piemonte interviene in modo strutturato sul tema della tutela delle persone prive, in tutto o in parte, di autonomia, approvando una disciplina organica per la promozione dell’esercizio volontario delle funzioni di tutore e di amministratore di sostegno.
La proposta di legge regionale 17 novembre 2025, n. 75, dichiarata urgente ed entrata in vigore il giorno successivo alla pubblicazione sul BUR, si inserisce nel solco della legge n. 6/2004 sull’amministrazione di sostegno, ma introduce un livello ulteriore di organizzazione, coordinamento e supporto pubblico alle figure chiamate a svolgere questi delicati incarichi.
Le finalità: valorizzare il volontariato “qualificato”
La legge muove da una constatazione chiara: la crescente diffusione degli istituti di interdizione e amministrazione di sostegno richiede non solo disponibilità personale, ma competenze, continuità e supporto istituzionale.
Per questo la Regione:
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promuove e valorizza le figure del tutore volontario e dell’amministratore di sostegno volontario;
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opera nel rispetto della normativa statale e del sistema regionale integrato dei servizi sociali;
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riconosce il ruolo del volontariato come compartecipe dell’interesse pubblico, senza sostituirsi alle responsabilità delle istituzioni (ASL, enti locali, servizi socio-assistenziali).
Formazione obbligatoria e campagne informative
Uno degli snodi centrali della legge è la formazione, che diventa condizione necessaria per l’inserimento negli elenchi dei volontari.
La Regione:
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promuove percorsi di formazione e aggiornamento certificati, anche tramite i Centri di servizio per il volontariato;
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finanzia e organizza campagne di sensibilizzazione rivolte alla cittadinanza, per far conoscere il ruolo e favorire nuove adesioni;
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può stipulare convenzioni con enti del Terzo settore iscritti al RUNTS.
Il messaggio è chiaro: non basta la buona volontà, serve una preparazione strutturata e verificabile.
Elenchi provinciali e raccordo con i giudici tutelari
La legge rafforza il ruolo degli Uffici provinciali di pubblica tutela, cui viene affidata la gestione degli elenchi dei tutori e amministratori di sostegno volontari.
Gli elenchi:
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sono aggiornati semestralmente;
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vengono trasmessi ai tribunali ordinari e ai giudici tutelari, per agevolare le nomine;
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confluiscono in un sistema di monitoraggio regionale, con trasmissione annuale dei dati alla Giunta.
Si tratta di un passaggio rilevante: il volontariato viene così integrato stabilmente nel circuito istituzionale, superando improvvisazione e frammentarietà.
Limiti agli incarichi e rispetto del perimetro istituzionale
Per garantire qualità e personalizzazione dell’intervento, la legge stabilisce che:
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ciascun volontario non può assumere più di due incarichi contemporaneamente;
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le attività del tutore o dell’amministratore di sostegno non si sostituiscono ai compiti delle istituzioni pubbliche.
È un punto di equilibrio importante, che evita derive para-professionali o supplenze improprie rispetto ai servizi pubblici.
Supporto, coordinamento e rete regionale
Presso l’assessorato competente viene istituita una rete di supporto regionale, con l’obiettivo di:
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uniformare le procedure degli Uffici provinciali;
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coordinare l’attività dei volontari con comuni, enti gestori e ASL;
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garantire standard omogenei su tutto il territorio piemontese.
La tutela della persona fragile viene così letta come sistema, non come sommatoria di iniziative isolate.
Incentivi, rimborsi e copertura assicurativa
Un altro profilo innovativo riguarda il sostegno economico e operativo ai volontari.
La legge prevede:
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rimborsi spese, quando il giudice tutelare riconosce l’equa indennità ma non è possibile porla a carico del patrimonio dell’amministrato;
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polizze assicurative per la responsabilità civile connessa all’incarico;
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agevolazioni e benefit (trasporti, servizi, attività culturali e ricreative).
Sono esclusi dagli incentivi i casi in cui l’incarico è svolto da parenti o affini stretti, a conferma della natura pubblicistica del sostegno regionale.
Le risorse finanziarie
Per l’attuazione della legge è previsto uno stanziamento iniziale di 25.000 euro annui per il triennio 2025-2027, nell’ambito della missione “Diritti sociali, politiche sociali e famiglia”. Le risorse sono gestite dagli Uffici provinciali di pubblica tutela, con obblighi di rendicontazione e trasparenza
La proposta di legge n. 75/2025 segna un passaggio culturale significativo: il tutore e l’amministratore di sostegno volontari non sono più figure “residuali”, ma attori riconosciuti di una funzione pubblica di protezione.
Formazione obbligatoria, elenchi ufficiali, supporto istituzionale e incentivi delineano un modello che potrebbe fare scuola anche in altre Regioni, soprattutto in un contesto di progressivo aumento delle fragilità sociali e personali.








