Compensi, criteri di nomina e formazione obbligatoria secondo l’ultima nota del MIM
Con una nota indirizzata agli Uffici scolastici regionali e alle istituzioni scolastiche statali e paritarie, il Ministero dell’istruzione e del merito ha fornito le indicazioni operative per l’anno scolastico 2025/2026 in materia di docenti tutor e orientatori, figure ormai strutturali nel sistema dell’orientamento scolastico introdotto dal D.M. n. 328/2022.
La comunicazione chiarisce tre profili centrali: criteri di individuazione, misura dei compensi e formazione propedeutica alla nomina, offrendo alle scuole un quadro di riferimento utile anche in vista delle deliberazioni collegiali e della contrattazione integrativa di istituto.
Il ruolo strategico di tutor e orientatore
Il Ministero ribadisce che tutor e orientatore sono figure chiave in una didattica orientata alla personalizzazione degli apprendimenti e alla valorizzazione dei talenti, con particolare riferimento agli studenti delle ultime tre classi della scuola secondaria di secondo grado e al coinvolgimento delle famiglie nei percorsi di scelta.
Non si tratta, dunque, di incarichi meramente accessori, ma di funzioni che incidono sull’organizzazione complessiva dell’offerta formativa e sul contrasto alla dispersione scolastica.
Nomina: il ruolo del Collegio dei docenti
Anche per il 2025/26 la nomina dei tutor e degli orientatori resta subordinata al superamento positivo del percorso di formazione “OrientaMenti” di INDIRE, condizione espressamente indicata come propedeutica alla designazione da parte del dirigente scolastico o del coordinatore didattico.
Spetta al Collegio dei docenti deliberare i criteri di precedenza, che la nota individua in modo non tassativo ma preferenziale. Tra questi:
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l’aver già svolto la funzione di tutor o orientatore negli anni scolastici 2023/24 e 2024/25, prioritariamente nella stessa scuola;
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l’aver ricoperto incarichi affini (funzione strumentale, referente orientamento, dispersione, PCTO, inclusione);
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l’anzianità di servizio;
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la disponibilità ad assumere l’incarico per almeno un triennio scolastico.
Il richiamo al triennio è un passaggio non secondario: segnala la volontà ministeriale di favorire continuità e stabilità organizzativa, riducendo il turn over su funzioni strategiche.
Compensi: importi e margini di autonomia
Sul piano economico, la nota anticipa i criteri del decreto ministeriale di riparto delle risorse, confermando che:
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ogni istituzione scolastica avrà almeno un docente orientatore, con un compenso pari a 1.500 euro lordo Stato;
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per ciascun docente tutor il compenso sarà compreso tra 1.550 e 2.725 euro lordo Stato.
A questi importi si aggiungono, per i tutor, eventuali compensi derivanti dalle risorse del Programma nazionale “Scuola e competenze” 2021-2027, connesse alle ore di tutoraggio d’aula svolte nei moduli finanziati.
Resta centrale la contrattazione integrativa di istituto, chiamata a definire:
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i criteri di utilizzo delle risorse assegnate;
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la misura concreta dei compensi, tenendo conto delle peculiarità organizzative della singola scuola.
Numero di studenti per tutor: un’indicazione, non un vincolo
Il Ministero precisa che l’individuazione del numero di tutor e il raggruppamento degli studenti rientrano nell’autonomia scolastica. Tuttavia, “a mero titolo orientativo”, viene richiamato il parametro già utilizzato negli anni precedenti, ossia gruppi compresi tra 30 e 50 studenti per tutor nelle scuole secondarie di secondo grado statali.
Si tratta di un’indicazione utile per la progettazione interna, ma priva di valore cogente.
Formazione INDIRE: corsi e scadenze
Per i docenti che non hanno ancora svolto la funzione e non hanno frequentato il corso base, è disponibile su Scuola Futura la quarta edizione del percorso “OrientaMenti – Livello base – Secondaria di secondo grado” (ID 428260). Il corso dovrà essere concluso entro il 28 febbraio 2026 da chi intende candidarsi alla nomina.
Le iscrizioni sono aperte dal 15 dicembre 2025 e la fruizione dei percorsi è consentita fino al 30 giugno 2026, con accesso tramite SPID, CIE o Eidas.
La nota ministeriale conferma che tutor e orientatore non sono più figure sperimentali, ma snodi strutturali della governance educativa. Per le scuole, il 2025/26 sarà un anno decisivo per consolidarne il ruolo attraverso scelte collegiali consapevoli, una contrattazione trasparente e una programmazione pluriennale coerente con le finalità dell’orientamento.








