Con l'art. 4 del decreto-legge 30 settembre 2026, n. 170, il legislatore introduce, a decorrere dal 2027, un contributo statale per l'acquisto dei libri di testo, anche in formato digitale, destinato alle famiglie con ISEE non superiore a 40.000 euro. Lo stanziamento è di 21 milioni di euro annui.
La scelta di fondo è quella di concentrare le risorse non sull'intero percorso scolastico, ma sulle annualità in cui la spesa per i testi raggiunge i livelli più elevati. Si tratta, in larga misura, delle classi nelle quali si acquistano manuali destinati a essere utilizzati per più anni, e che dunque gravano sul bilancio familiare in modo concentrato.
Il contributo riguarda tre sole annualità: la prima classe della scuola secondaria di primo grado e la prima e la terza classe della scuola secondaria di secondo grado. Secondo la relazione tecnica, la selezione corrisponde alle classi per le quali il D.M. n. 51 del 26 marzo 2026 fissa i tetti di spesa più alti per la dotazione libraria.
Quanto alla platea, la stessa relazione stima che, su circa 1,5 milioni di studenti iscritti alle tre classi, poco meno di 1,3 milioni appartengano a nuclei con ISEE entro la soglia di 40.000 euro. Il dato va letto per ciò che è, ossia una stima dei potenziali beneficiari: l'erogazione avviene nei limiti dello stanziamento, sicché l'importo effettivamente riconosciuto a ciascuna famiglia dipenderà dal numero delle domande e dai criteri che il decreto attuativo fisserà.
La norma non nasce dal nulla. Essa interviene, novellandolo, sul comma 518 della legge 30 dicembre 2025, n. 199, che aveva istituito presso il Ministero dell'interno un fondo di 20 milioni annui, da ripartire fra i comuni, per contributi alle famiglie con ISEE fino a 30.000 euro, limitatamente ai testi della scuola secondaria di secondo grado.
Quel meccanismo è però rimasto sulla carta, perché il decreto attuativo, affidato al Ministro dell'interno di concerto con quelli dell'istruzione e dell'economia, non è mai stato adottato. Il nuovo testo ridisegna l'istituto sotto più profili: sposta la regia sul Ministero dell'istruzione e del merito, eleva la soglia ISEE a 40.000 euro, estende la misura al primo anno della secondaria di primo grado e, al contempo, la circoscrive a tre annualità soltanto. Ne risulta una platea numericamente più ristretta rispetto alla versione originaria, che riguardava quasi 2 milioni di studenti, ma socialmente più ampia quanto a fascia di reddito coperta.
La disciplina di dettaglio è rimessa a un decreto del Ministro dell'istruzione e del merito, da adottarsi di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, che allo stato non risulta emanato. Dalle prime indicazioni disponibili emerge che la domanda dovrebbe transitare per la Piattaforma Unica del Ministero e che il contributo sarebbe modulato per scaglioni inversamente proporzionali all'ISEE, con pagamento mediante bonifico sul conto corrente indicato dal richiedente.
Resta tuttavia da chiarire quale sarà il soggetto erogatore. Le ricostruzioni finora circolate menzionano, da un lato, il pagamento a cura degli Uffici scolastici regionali e, dall'altro, l'attribuzione delle risorse alle Regioni nel quadro del diritto allo studio per l'a.s. 2027/2028. Non si tratta di un dettaglio: dalla individuazione dell'amministrazione competente dipendono il procedimento applicabile, il destinatario di eventuali istanze di riesame e, in ultima analisi, le forme di tutela esperibili in caso di diniego o di erronea quantificazione. Sarà dunque il testo del decreto attuativo a dover sciogliere il nodo.
Per l'anno in corso, il decreto recupera i 20 milioni del fondo originario, che altrimenti sarebbero rimasti inutilizzati, e vi aggiunge un ulteriore milione. I 21 milioni così ottenuti confluiscono nelle risorse destinate alla fornitura gratuita o semigratuita dei libri di testo, ossia nei contributi che regioni e comuni riconoscono, su domanda, alle famiglie meno abbienti degli studenti della secondaria di primo e di secondo grado. Tali somme saranno ripartite secondo i criteri del D.P.C.M. 5 agosto 1999, n. 320, e si sommano ai 139 milioni già assegnati per l'a.s. 2026/2027 con il decreto dipartimentale n. 452 del 19 marzo 2026.
Per le famiglie interessate, in questa fase, conviene dunque distinguere due piani. Per l'anno scolastico in corso restano operativi i canali regionali e comunali, con soglie e scadenze che variano da territorio a territorio e che è opportuno verificare presso il proprio comune di residenza. Il nuovo contributo nazionale, invece, potrà essere richiesto solo una volta adottato il decreto attuativo, presumibilmente in vista dell'a.s. 2027/2028. Sul tavolo resta, infine, la proposta avanzata dagli editori di introdurre con la prossima legge di bilancio una detrazione fiscale per l'acquisto dei testi scolastici, sul modello di quelle già previste per le spese sanitarie e sportive.










