La Manovra economica 2026 la legge di bilancio che il Parlamento sta discutendo e che dovrà essere approvata entro fine dicembre contiene diverse proposte di modifica e interventi che riguardano il mondo della scuola. Alcune misure puntano a sostenere le famiglie, altre sono state duramente criticate da docenti, sindacati e opposizione perché giudicate insufficienti o addirittura dannose per la scuola pubblica.
Una delle novità più concrete su cui il governo ha lavorato negli ultimi giorni è un maxi-emendamento da circa 1 miliardo di euro centrato proprio sul mondo della scuola. Questo pacchetto include, tra le principali misure, il Bonus per l’acquisto dei libri scolastici per le famiglie con ISEE fino a 30.000 euro, in particolare per le scuole superiori. L’obiettivo dichiarato è alleggerire la spesa che le famiglie sostengono ogni anno per testi e materiali didattici. Questa misura rappresenta uno dei pochi interventi di sostegno diretto alle famiglie studentesche inserito nel testo in discussione.
Un’altra proposta destinata a scatenare dibattito riguarda l’introduzione di un “buono scuola” per le famiglie che scelgono scuole paritarie (non statali). Il bonus, se approvato, sarebbe di 1.500 euro per ogni studente iscritto a una scuola paritaria, con priorità alle famiglie con ISEE inferiore ai 30.000 euro. La proposta è stata presentata con emendamenti parlamentari a firma di esponenti di centrodestra (ad esempio del senatore Lotito e della senatrice Gelmini). Il voucher potrebbe essere cumulabile con altri contributi regionali per l’istruzione paritaria, fino a un massimo di circa 5.000 euro per nucleo familiare. Chi la sostiene la definisce uno strumento per ampliare la libertà di scelta educativa e aiutare le famiglie a basso reddito ad accedere a percorsi alternativi alle scuole statali. Tuttavia, per molti sindacati e parti dell’opposizione si tratta di una forma di sostegno alle scuole private che sottrae risorse alla scuola statale, con critiche anche di tipo costituzionale (si cita l’articolo 33 della Costituzione, che limita gli oneri statali per le scuole non statali).
Tra le preoccupazioni c’è anche la limitazione alle nomine dei supplenti per le assenze brevi, che potrebbe tradursi in mancate coperture di organico.
Proprio in questi giorni l’Italia è teatro di uno sciopero nazionale generale contro la legge di bilancio, con scuole chiuse e manifestazioni in molte città, in parte anche per denunciare la percepita insufficienza di investimenti nel settore educativo.
La Manovra 2026 è ancora in discussione in Parlamento e molte misure non sono ancora definitive. Gli emendamenti più discussi, come quello del voucher alle paritarie, sono stati “segnalati” per l’esame e saranno soggetti a votazioni e possibili modifiche fino al voto finale.
Il confronto politico resta acceso: da un lato la maggioranza sostiene che le novità introdotte portino sostegno alle famiglie e libertà educativa; dall’altro l’opposizione vedono nella legge un approccio di spending review generalizzata, con la scuola pubblica poco tutelata rispetto ad altri settori.








