Con il parere reso dal Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione nella seduta plenaria n. 157 dell’11 dicembre 2025, entra nella fase decisiva il percorso che condurrà all’emanazione dell’Ordinanza ministeriale per l’aggiornamento delle Graduatorie provinciali per le supplenze per il biennio 2026/2028.

Non si tratta di un passaggio meramente formale: il documento CSPI, pur non vincolante, intercetta alcune delle criticità strutturali emerse negli ultimi anni e propone correttivi che incidono concretamente sulla gestione delle supplenze, sui diritti dei docenti e sulle responsabilità dell’amministrazione.

Il quadro che emerge è quello di un sistema che tenta di recuperare equità e funzionalità dopo stagioni segnate da rigidità procedurali, sanzioni automatiche e da un uso “punitivo” delle preferenze espresse dai candidati.

Il ritorno del “ripescaggio”: una svolta nelle nomine GPS

La novità più rilevante, destinata ad avere effetti immediati sul piano contenzioso, riguarda il superamento del principio per cui il docente che non otteneva alcuna supplenza nel proprio turno di nomina veniva automaticamente escluso dalle fasi successive.
Lo schema di Ordinanza, come interpretato e valorizzato dal CSPI, riconosce ora la possibilità di partecipare ai turni successivi qualora emergano disponibilità sopravvenute coerenti con le preferenze espresse, anche a seguito di rinunce o mancate prese di servizio di altri aspiranti.

Si tratta di un cambiamento tutt’altro che marginale: viene finalmente scardinata l’equazione “preferenze limitate = rinuncia implicita”, che aveva prodotto effetti irragionevoli e fortemente penalizzanti, soprattutto per chi aveva operato scelte consapevoli evitando sedi logisticamente o professionalmente insostenibili.
Resta fermo, naturalmente, il regime sanzionatorio per la rinuncia espressa o per la mancata presa di servizio, ma il mancato ottenimento di una nomina non potrà più essere equiparato a un comportamento colpevole.

Valutazione del servizio 2025/26: conferma sì, ma con attenzione

Viene confermata la possibilità di valutare il servizio prestato nell’anno scolastico 2025/26 anche se maturato dopo la chiusura della finestra di presentazione delle domande GPS. Tuttavia, la valutazione non sarà automatica: sarà necessaria una successiva istanza di conferma dell’effettivo svolgimento del servizio.
In mancanza di tale conferma, il punteggio sarà calcolato solo fino alla data di scadenza dell’istanza originaria.

Sul piano pratico, questo comporta un aggravio procedurale per i docenti e per le segreterie, ma rappresenta anche un punto sensibile sotto il profilo della trasparenza amministrativa: sarà fondamentale che il Ministero disciplini in modo chiaro tempi, modalità e conseguenze della mancata conferma, per evitare nuovi fronti di contenzioso.

Educazione motoria nella primaria: nasce una fascia dedicata

Lo schema recepisce l’assetto ormai strutturale dell’insegnamento di educazione motoria nella scuola primaria, istituendo una specifica II fascia GPS (e la corrispondente III fascia di istituto) riservata ai docenti in possesso delle lauree magistrali previste.
È un passaggio di sistema, che riconosce definitivamente la specificità del profilo e separa questo insegnamento dalle tradizionali dinamiche della primaria, con effetti rilevanti in termini di reclutamento e programmazione degli organici.

Certificazioni informatiche: Accredia come discrimine, ma senza azzerare il passato

Sul tema delle certificazioni informatiche, lo schema di Ordinanza introduce un criterio di selezione più rigoroso: dal biennio 2026/2028 saranno valutabili, in linea generale, solo le certificazioni rilasciate da enti accreditati Accredia.
Il CSPI, tuttavia, sottolinea la necessità di una clausola di salvaguardia per le certificazioni già conseguite e dichiarate nei precedenti aggiornamenti, evitando una retroattività che sarebbe difficilmente compatibile con i principi di legittimo affidamento e ragionevolezza.

Non solo: viene suggerito di valorizzare maggiormente le certificazioni effettivamente coerenti con i quadri europei DigComp 2.2 e DigCompEdu, spostando l’attenzione dalla quantità formale dei titoli alla loro reale pertinenza didattica.

Completamento orario e gestione degli spezzoni

Il CSPI richiama l’esigenza di ridurre il ricorso agli spezzoni orari, favorendo l’aggregazione delle ore residue per costituire posti più consistenti. Parallelamente, vengono chiarite le regole sul completamento orario: il docente con supplenza a orario non intero conserva il diritto al completamento fino all’orario obbligatorio nella provincia di inserimento, anche attraverso ulteriori supplenze conferite successivamente.

È un chiarimento importante, soprattutto in un contesto in cui la frammentazione degli incarichi ha spesso inciso negativamente sulla continuità didattica e sulle condizioni di lavoro.

Sanzioni: il CSPI chiede di riequilibrare il sistema

Resta severo l’impianto sanzionatorio in caso di rinuncia o abbandono di una supplenza conferita da GAE o GPS, con effetti preclusivi sull’intero periodo di vigenza delle graduatorie.
Tuttavia, il CSPI propone una correzione significativa: ripristinare la possibilità di lasciare una supplenza ottenuta da graduatorie di istituto per accettarne una più favorevole da GAE o GPS, superando una rigidità che negli ultimi anni ha prodotto esiti paradossali e difficilmente difendibili anche sul piano giuridico.

Una riforma tecnica, ma non neutra

Nel complesso, il parere fotografa un tentativo di riequilibrio tra efficienza amministrativa e tutela delle posizioni individuali. Non siamo di fronte a una rivoluzione, ma a una serie di aggiustamenti che incidono su nodi reali: preferenze, sanzioni, titoli, servizio e trasparenza delle procedure. Molto dipenderà dalla versione finale dell’Ordinanza ministeriale e, soprattutto, dalla sua applicazione concreta da parte degli Uffici scolastici.

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