Per poter garantire il diritto allo studio e organizzare i percorsi formativi, è necessario, in via preliminare, che il sistema nazionale di istruzione sia efficace ed efficiente. È importante garantire l’unità del sistema, che è, per l’appunto, nazionale e aspira all’obiettivo prioritario di riuscire a fornire equamente prestazioni essenziali su tutto il territorio. Occorre consentire all’autonomia funzionale delle scuole di esprimersi al meglio, in un armonico rapporto con il territorio e con la comunità. Il Ministero e gli Uffici Scolastici Regionali devono fungere, rispettivamente, da cabina di regia e da cinghia di trasmissione per permettere agli erogatori del servizio di operare potendo contare su strutture di supporto solide. Infine, è indispensabile una razionalizzazione e semplificazione normativa, che consenta agli operatori di poter avere coordinate meno complesse, dal punto di vista interpretativo, sul piano giuridico.
RIVITALIZZARE L’AUTONOMIA SCOLASTICA NELL’UNITÀ DEL SISTEMA NAZIONALE
Per una scuola al servizio della persona occorre rilanciare l’autonomia funzionale delle istituzioni scolastiche, che seppure assurta al rango costituzionale, ha sino ad oggi fatto fatica ad affermarsi compiutamente. Da un lato, gravano sulle scuole troppi adempimenti burocratici, che impediscono alle stesse di liberare le energie nella direzione dell’autonomia della didattica e della ricerca. Dall’altro, se l’Amministrazione centrale ha talvolta ecceduto nell’adottare atti troppo dettagliati, le istituzioni scolastiche non sempre hanno avuto un atteggiamento intraprendente nel valorizzare i propri spazi di autonomia. È necessario, pertanto, rilanciare l’autonomia scolastica, senza però incidere sull’unità del sistema nazionale di istruzione. Unità e autonomia non sono in contraddizione fra loro, ma devono dialogare nell’ambito della rete di relazioni costituita dal sistema nazionale di istruzione, tra istituzioni dei diversi livelli di governo, scuole pubbliche e private paritarie, interlocutori a livello territoriale, secondo un approccio di governance multilivello attento all’ingaggio degli stakeholder. Le scuole devono essere poste nelle condizioni di poter erogare servizi adeguati. La prima condizione per rilanciare l’autonomia è che ogni istituzione possa contare sulla presenza di un suo dirigente scolastico. Per questa ragione saranno banditi nuovi concorsi a cadenza regolare e con logica di programmazione. Per rafforzare l’autonomia, le scuole hanno bisogno di essere supportate da figure professionali specifiche, in modo particolare dai dirigenti tecnici, il cui contingente è attualmente ridotto rispetto alle esigenze di tutte scuole e del territorio. È già stato previsto l’espletamento di un nuovo concorso. Tali figure sono fondamentali per la qualificazione dell’azione amministrativa in campo educativo, per le funzioni di supporto alla formazione, innovazione e ricerca, per le azioni di monitoraggio, consulenza e accertamento, per la valutazione e il miglioramento del sistema nazionale d’istruzione. Un intervento importante, poi, è quello della revisione della governance scolastica, in particolare attraverso la riforma degli organi collegiali. All’autonomia devono affiancarsi la solidarietà e la responsabilità. Sul primo versante, l’autonomia non deve intendersi in senso competitivo, ma al contrario deve operare in senso solidaristico. L’intento è infatti quello di porre le scuole al centro delle dinamiche territoriali, come motore della crescita culturale della comunità. Sul secondo versante, all’autonomia è associata l’idea per cui, una volta garantiti a ciascuna scuola il supporto, gli strumenti e le risorse necessari al conseguimento dei propri obiettivi, il loro raggiungimento sia misurato anche attraverso idonei meccanismi di valutazione, interni ed esterni. A tal fine, si renderà necessario implementare pienamente quanto già previsto dal Sistema Nazionale di Valutazione (SNV). Per conseguire gli obiettivi qui indicati, si intende quindi, in via prioritaria, predisporre un piano organico per il rilancio dell’autonomia scolastica, non soltanto sotto il profilo degli strumenti normativi, ma soprattutto sotto quello delle concrete modalità operative, anche attraverso la formazione di profili professionali a supporto dell’autonomia, in modo da mettere a sistema gli esiti delle attività svolte dalle istituzioni scolastiche.
RINSALDARE I LEGAMI CON IL TERRITORIO ATTRAVERSO I PATTI EDUCATIVI DI COMUNITÀ
Per poter contare su una scuola condivisa e aperta alla partecipazione, in grado di attuare un modello comunitario con particolare attenzione alle fragilità, occorre costruire reti e patti con gli stakeholder territoriali. Le famiglie, gli educatori e tutti gli attori del territorio devono contribuire a concertare il progetto culturale ed educativo della scuola rendendosi disponibili a collaborare con i dirigenti e gli insegnanti. Per realizzare una didattica attiva, costruttiva e collaborativa, il dialogo fra i diversi attori e le istituzioni coinvolte deve essere costante, per far sì che il mondo entri nella Scuola e la Scuola vada nel mondo. Il rilancio dell’autonomia scolastica, come confermato da molteplici esperienze in diversi contesti territoriali, passa per la possibilità di stipulare “Patti educativi di comunità” con le istituzioni locali, le organizzazioni produttive e sociali, l’associazionismo, il volontariato e il terzo settore, finalizzati al 16 potenziamento dell’offerta didattica e formativa e a raccordare l’educazione formale con quella non formale ed informale. I Patti educativi di comunità contribuiscono inoltre a individuare e rendere praticabili altri spazi educativi che possono temporaneamente entrare nella disponibilità organizzativa della scuola, sollecitando la volontà di collaborazione dell’associazionismo culturale, sociale, sportivo, nonché la partnership con il sistema dei “beni comuni”, come quelli culturali, e una maggiore possibilità di fruizione di eventi sportivi, teatrali, musicali. In tale prospettiva, è di fondamentale importanza coinvolgere sia l’intera “comunità educante” scolastica che le comunità territoriali. Sotto questo profilo, il Ministero e gli Uffici Scolastici Regionali forniranno il massimo supporto alle istituzioni scolastiche al fine di permettere a queste ultime di ampliare la rete di collegamento con il territorio. Un concreto esempio in tale direzione è stato fornito dal Ministero attraverso la recente iniziativa “Piano scuola estate 2021. Un ponte per il nuovo inizio”, che si segnala anche per le misure di accompagnamento previste e per le modalità integrate di finanziamento derivante sia da risorse nazionali che europee. Questo ponte di esperienze significative tra i due anni scolastici sarà organizzato e coordinato dalle scuole, che dovranno farsi promotrici di una nuova alleanza con i loro territori coinvolgendo molteplici attori istituzionali e sociali. Si tratta di aprire nuovi spazi e organizzare tempi di incontro capaci di intrecciare crescita culturale, divertimento, recupero innovativo degli apprendimenti con attività laboratoriali, attraverso molteplici collaborazioni in un’ottica di socialità e di protagonismo creativo delle studentesse e degli studenti di ogni età.
ADOTTARE UN TESTO UNICO DELLE LEGGI SULLA SCUOLA
La legislazione scolastica è molto frammentata e stratificata. Ciò determina un livello di incertezza che governa questa fondamentale area del nostro ordinamento giuridico, peraltro in continuo aggiornamento, nella quale è difficile per tutti orientarsi per decidere. Si rende indispensabile e prioritaria un’opera di semplificazione della normativa, volta ad adottare un Testo Unico che renda coerente la legislazione vigente e renda predittivo il quadro normativo rispetto ai bisogni del settore dell’educazione. L’intento è di predisporre un Testo Unico compilativo, diretto a dare ordine e coerenza all’attuale legislazione, semplificando ove più possibile. Per far questo, è necessario adottare una delega legislativa, al fine di consentire al Governo di riordinare in breve tempo la materia.
RIDISEGNARE IL MINISTERO E RAFFORZARE LE STRUTTURE PERIFERICHE
Anche nel settore dell’istruzione, è assolutamente necessario che agli investimenti settoriali si accompagnino riforme dell’amministrazione pubblica “di sistema”. Occorre quindi ripensare il Ministero, a partire dalla rispondenza delle strutture alle funzioni da perseguire, in modo da snellire e rendere più efficiente l’apparato. Si renderà necessario, sotto questo profilo, compiere una aggiornata mappatura delle funzioni e operare in piena attuazione dei criteri di funzionalità e flessibilità organizzativa. È necessario il rafforzamento delle competenze tecniche e operative degli Uffici Scolastici Regionali, ai fini di una piena integrazione con le istituzioni scolastiche per l’integrale attuazione della loro autonomia funzionale. La filiera Ministero-Uffici Scolastici Regionali-Scuole deve rappresentare la spina dorsale sulla quale ricostruire l’economicità complessiva e il valore reputazionale della Scuola. Quanto al disegno istituzionale e organizzativo del Ministero, bisognerà ragionare, ove opportuno, per progetti e, cioè, predisporre uffici di missione, task force che siano in grado, adattandosi alle diverse necessità e assommando le diverse competenze tecniche, di gestire in modo efficace obiettivi e progetti complessi con un approccio di tipo “project management”. Sotto questo profilo, occorre adottare misure adeguate a innovare posizioni organizzative e processi gestionali per quanto concerne le competenze tecniche. Sono assolutamente necessarie, su questo versante, politiche del personale di forte riconoscimento dei ruoli manageriali e, in particolare, tecnici, miranti alla responsabilizzazione per obiettivi e alla valutazione dell’impatto delle politiche pubbliche perseguite. È ineludibile, a tal fine, un investimento nell’innovazione sostenibile e digitale dei processi decisionali, delle relazioni fra chi decide le politiche e gli attori organizzativi che devono tradurle in piani, progetti e azioni. Il Ministero ha appena concluso una sperimentazione volta a supportare, con completa traduzione digitale, i processi decisionali fra tutti gli attori organizzativi.








