Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza è stato presentato ieri dal Presidente del Consiglio, Mario Draghi, alla Camera dei Deputati. La parte che interessa la scuola prevede lo stanziamento di 30,88 miliardi di euro. L’obiettivo è quello di colmare le carenze strutturali, quantitative e qualitative dell’offerta di servizi di istruzione nel nostro Paese, in tutto il ciclo formativo. 
 
Problematiche 
Per gli asili nido, è premesso come il rapporto tra i posti disponibili negli asili nido e il numero di bambini fino ai 2 anni è pari al 25,5% quindi di 7,5 punti sotto l’obiettivo europeo (33%) e 9,6 punti sotto la media europea. Da notare poi le notevoli difformità territoriali. Peraltro, la carenza di servizi educativi per l’infanzia condiziona negativamente l’offerta di lavoro femminile, riducendo il tasso di partecipazione delle donne al mercato del lavoro; quest'ultimo, importante caposaldo incoraggiato del PNRR.

Per quanto riguarda l’istruzione primaria, il 46,1 per cento delle famiglie italiane chiede di poter fruire del servizio di tempo pieno nelle scuole primarie ma non è possibile soddisfare tutte le richieste a motivo della carenza dei servizi, soprattutto per la ridotta dotazione infrastrutturale e la mancanza degli spazi necessari per il tempo pieno.

 
Soluzioni del piano
L’obiettivo è quello di attuare la costruzione, riqualificazione e messa in sicurezza degli asili e delle scuole dell’infanzia al fine di migliorare l’offerta educativa sin dalla prima infanzia e offrire un concreto aiuto alle famiglie, incoraggiando la partecipazione delle donne al mercato del lavoro e la conciliazione tra vita familiare e professionale. La misura prevista dal Piano vuole portare alla creazione di circa 228mila posti.
Il Ministero dell’Istruzione si occuperà della gestione dell’intervento: questo verrà realizzato mediante il coinvolgimento diretto dei Comuni che accederanno alle procedure selettive e condurranno la fase della realizzazione e gestione delle opere.

Per quanto riguarda la scuola primaria, la misura si pone come obiettivo quello di finanziare l’estensione del tempo pieno scolastico per ampliare l’offerta formativa delle scuole e rendere le stesse sempre più aperte al territorio anche oltre l’orario scolastico e accogliere le necessità di conciliazione vita personale e lavorativa delle famiglie (con particolare attenzione alle madri). Il progetto persegue l’attuazione graduale del tempo pieno, anche attraverso la costruzione o la ristrutturazione degli spazi delle mense per un totale di circa 1.000 edifici entro il 2026. Il Ministero dell’Istruzione si occuperà della gestione del piano che sarà attuato, quanto alla costruzione e riqualificazione delle mense e palestre, dagli Enti locali proprietari dei relativi edifici. La durata stimata del progetto è di 5 anni (fino al 2026).