A partire dall’anno scolastico 2026/2027, le scuole italiane saranno chiamate ad applicare le Indicazioni nazionali 2025, avviando una revisione significativa dei curricoli, degli obiettivi di apprendimento e, in parte, delle metodologie didattiche. La transizione non sarà uniforme per tutti gli ordini di scuola: mentre per l’infanzia il nuovo assetto entrerà subito a regime, per primaria e secondaria di primo grado l’introduzione avverrà in modo progressivo, cominciando dalle classi iniziali.
La novità impone alle istituzioni scolastiche un intervento immediato sul piano organizzativo: entro l’avvio del prossimo anno, infatti, sarà necessario rivedere il PTOF e rielaborare il curricolo di istituto, con ricadute che interesseranno non solo la programmazione didattica, ma anche valutazione, materiali, registro elettronico e comunicazione con le famiglie.
Avvio graduale e sistema transitorio “a doppio binario”
Per primaria e scuola secondaria di primo grado, l’entrata in vigore delle nuove Indicazioni sarà scandita da una fase di coesistenza tra vecchio e nuovo ordinamento.
In pratica, dal 2026/2027:
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tutte le sezioni della scuola dell’infanzia adotteranno subito il nuovo quadro;
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nelle scuole primarie e nelle medie le nuove disposizioni partiranno dalle classi prime, mentre le classi successive continueranno temporaneamente a seguire il precedente impianto.
Si delineerà così un sistema transitorio a doppio regime, destinato a esaurirsi progressivamente. Le precedenti Indicazioni cesseranno del tutto di produrre effetti:
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dal 2028/2029 nella scuola secondaria di primo grado;
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dal 2030/2031 nella scuola primaria.
Storia: anticipo in terza primaria per ampliare il percorso cronologico
Tra le novità più rilevanti figura un’eccezione sul piano temporale che riguarda la Storia.
Per consentire un ampliamento del programma cronologico, nell’anno scolastico 2027/2028 le classi terze della primaria anticiperanno l’applicazione delle nuove Indicazioni limitatamente a questa disciplina.
L’obiettivo è superare il tradizionale arresto del percorso storico alla caduta dell’Impero Romano d’Occidente e consentire alle scuole di affrontare già in questa fase argomenti come:
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i regni romano-barbarici;
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il monachesimo;
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la codificazione giustinianea;
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l’espansione dell’Islam.
Si tratta di una scelta che mira a ridisegnare la scansione dei contenuti storici e a offrire una narrazione più ampia del passaggio dall’età antica al Medioevo.
Italiano: ritorno alla centralità di grammatica, sintassi e scrittura manuale
Sul versante linguistico, il nuovo impianto sollecita una revisione dell’approccio all’italiano. I docenti saranno chiamati a rafforzare il ruolo della regola grammaticale e della sintassi, valorizzando maggiormente la correttezza formale e la costruzione del pensiero attraverso la lingua.
Le Indicazioni insistono inoltre su pratiche ritenute formative per lo sviluppo della competenza espressiva, come:
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la scrittura a mano;
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il riassunto;
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il lavoro sulla chiarezza espositiva;
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la coerenza logica e l’ordine argomentativo.
L’obiettivo appare chiaro: recuperare strumenti tradizionali della didattica linguistica, considerati utili per consolidare capacità di comprensione, sintesi e organizzazione del discorso.
Informatica e primo approccio all’IA già dalla primaria
Uno dei cambiamenti più significativi riguarda l’area scientifico-tecnologica.
Per la prima volta, le nuove Indicazioni introducono specifici obiettivi di apprendimento in informatica fin dalla scuola primaria, segnando un passaggio importante nell’evoluzione del curricolo di base. L’intento non è soltanto favorire l’uso degli strumenti digitali, ma promuovere una competenza critica e consapevole, che includa anche un primo contatto con i temi legati all’intelligenza artificiale.
Nel caso in cui gli alunni arrivino alla scuola secondaria di primo grado senza aver maturato gli apprendimenti previsti nel ciclo precedente, i dipartimenti disciplinari dovranno recuperare tali obiettivi distribuendoli in modo graduale nel triennio.
Latino opzionale alle medie: spazio nel PTOF e organizzazione affidata alle scuole
Un altro elemento di forte impatto è l’introduzione del Latino come insegnamento opzionale nella scuola secondaria di primo grado.
La misura scatterà, in fase iniziale, già dal 2026/2027 e riguarderà le classi seconde e terze. L’insegnamento sarà collocato all’interno degli spazi di:
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autonomia scolastica;
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flessibilità organizzativa;
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ampliamento dell’offerta formativa.
Sarà dunque compito dei singoli istituti decidere come strutturarlo nel proprio PTOF, definendo tempi, modalità e assetto organizzativo. L’indicazione ministeriale suggerisce una consistenza di almeno un’ora settimanale.
Qualora nell’organico dell’autonomia non siano presenti docenti con adeguate competenze specifiche, le scuole potranno ricorrere a convenzioni con istituti secondari di secondo grado per garantire l’attivazione del percorso.
Valutazione: criteri da aggiornare e revisione dei documenti
L’adeguamento non si fermerà alla didattica. Un capitolo delicato riguarda infatti la valutazione degli apprendimenti e la certificazione delle competenze.
Pur restando ferme le regole generali sulla valutazione periodica e finale, i collegi dei docenti dovranno rivedere i criteri interni per allinearli:
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alle nuove competenze attese;
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ai nuovi obiettivi specifici di apprendimento;
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ai descrittori disciplinari ridefiniti dalle Indicazioni 2025.
Questo comporterà anche un necessario aggiornamento degli strumenti operativi, incluso il registro elettronico, che dovrà essere adeguato ai nuovi riferimenti valutativi.
Primaria: obbligo di modificare il documento di valutazione in alcune scuole
La nota ministeriale chiarisce inoltre un aspetto tecnico particolarmente rilevante per la scuola primaria.
Se l’istituzione scolastica ha scelto di integrare i giudizi sintetici con i principali obiettivi disciplinari di apprendimento, secondo quanto già previsto da precedenti indicazioni ministeriali, sarà obbligatorio procedere alla revisione del documento di valutazione a partire dalle classi prime del 2026/2027.
Restano invece invariati i modelli di certificazione delle competenze rilasciati al termine:
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della scuola primaria;
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della scuola secondaria di primo grado.
Indirizzo musicale e libri di testo: adeguamento dalle classi prime
L’aggiornamento coinvolgerà anche i percorsi ad indirizzo musicale della secondaria di primo grado.
Dal 2026/2027 entreranno in applicazione, sempre a partire dalle classi prime, le nuove indicazioni relative all’insegnamento dello strumento musicale.
Parallelamente, si aprirà il capitolo dell’adozione dei libri di testo: i manuali destinati alle classi prime di primaria e medie dovranno essere coerenti con il nuovo quadro ordinamentale. Ne deriva una probabile accelerazione, già nei prossimi mesi, da parte delle case editrici e dei collegi docenti nella selezione dei materiali più aderenti ai nuovi obiettivi formativi.
Formazione del personale e informazione alle famiglie
Consapevole dell’impatto organizzativo della riforma, il Ministero ha annunciato misure di accompagnamento che saranno dettagliate con successivi provvedimenti.
Sono previste attività di:
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informazione;
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formazione;
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supporto operativo
rivolte sia ai dirigenti scolastici sia ai docenti. Le iniziative dovrebbero partire già nell’attuale anno scolastico e proseguire nel successivo, così da sostenere la fase di prima attuazione.
Allo stesso tempo, viene raccomandato alle scuole di coinvolgere adeguatamente le famiglie, illustrando in modo chiaro le innovazioni introdotte e il loro impatto sul progetto educativo dell’istituto, con l’obiettivo di rafforzare il patto formativo scuola-famiglia.
Una riforma che cambia programmazione, strumenti e identità didattica
Più che un semplice aggiornamento curricolare, l’introduzione delle Indicazioni nazionali 2025 si presenta come una revisione strutturata dell’impianto pedagogico e organizzativo della scuola di base.
L’effetto sarà immediato soprattutto sul lavoro dei collegi docenti e dei dirigenti: dalla riscrittura dei PTOF alla ridefinizione dei curricoli, dall’adeguamento della valutazione all’inserimento di nuove discipline o contenuti, fino alla gestione dei materiali e degli strumenti digitali.
Tra ritorno alla grammatica, apertura al latino e ingresso dell’informatica fin dai primi anni, la scuola italiana si prepara così a una fase di transizione che richiederà equilibrio tra continuità didattica e innovazione.








