Il premier Mario Draghi ha ricevuto oggi, 4 gennaio 2022, a Palazzo Chigi il Ministro dell'Istruzione Patrizio Bianchi, il Ministro della Salute Roberto Speranza e il commissario all'emergenza Covid Francesco Paolo Figliuolo. Al centro della riunione, a quanto si apprende, ci sarebbero il tema del rientro in classe e le regole per i contagi nelle scuole. Intanto anche le Regioni sono al lavoro sul nodo della scuola.
La raccomandazione "razionale" delle Regioni è quella di prevedere questa misura in vista di una copertura vaccinale alta (70%) con contatti a basso rischio e di tenere conto dell'andamento epidemiologico e in particolare della variante Omicron.
Si segnalano dunque alcune prese di posizione di alcune regioni, sia dalle eventuali ordinanze già firmate o da mere dichiarazioni dei rispetti Presidenti ad alcune testate. Ad ogni modo, ricordiamo che è intenzione del governo garantire l'apertura delle scuole. Da un punto di vista tecnico, tuttavia, occorre tenere presente che le Regioni non hanno più la possibilità, come avvenuto lo scorso anno, di decidere in maniera autonoma la chiusura delle scuole, eccezion fatta per situazioni di ‘eccezionale e straordinaria necessità’ o in zona rossa e arancione. Infatti, il decreto-legge del 24 dicembre 2021, n. 221 ha previsto che le lezioni si terranno in presenza sino al termine dello stato di emergenza, che è prorogato al 31 marzo 2022.
Ad ogni modo, l’attività in presenza può essere derogata dai presidenti delle regioni e delle province autonome di Trento e di Bolzano e dai sindaci per specifiche aree del territorio o per singole scuole, solamente se il territorio si trova in zona rossa o arancione e, come si diceva poc’anzi, in caso di straordinaria necessità come l’insorgenza di focolai o situazioni di rischio estremamente elevato di diffusione dei contagi nella popolazione scolastica. In caso di provvedimenti di deroga, resta, comunque, sempre garantita la possibilità di svolgere attività in presenza qualora sia necessario l’uso di laboratori o per mantenere una relazione educativa che realizzi l’effettiva inclusione scolastica degli alunni con disabilità e con bisogni educativi speciali.
In Abruzzo è stata firmata un’ordinanza che posticipa la data di riapertura delle scuole dal 7 al 10 gennaio: uno slittamento resosi necessario per poter effettuare lo screening e garantire un ritorno in classe in tutta sicurezza. Le attività didattiche saranno sospese il 7 e 8 gennaio per fare tracciamento, dal 7 al 9, campagna di screening nelle scuole di ogni ordine e grado.
La Calabria dovrebbe posticipare il rientro in classe al 10 gennaio. In Campania il governatore De Luca sembra essere intenzionato ad introdurre la DAD, per un mese, per la scuola primaria per accelerare la campagna delle vaccinazioni e permettere, così, un ritorno in presenza e in sicurezza.
Anche nelle Marche si registra la volontà di evitare la Dad e di preferire la linea dello screening. La popolazione scolastica sarà sottoposta a test antigenico rapido T0, e dopo 5 giorni sarà ripetuto per l'intera classe. Ad Ancona, intanto, è stato allestito il primo punto tamponi Drive-through della Marina Militare rivolto esclusivamente alla popolazione scolastica.
La Sardegna ha già posticipato il rientro a lunedì 10 gennaio. Anche per la Sicilia (appena passata in zona gialla) potrebbe esserci l’ipotesi di uno slittamento del rientro in classe a lunedì 10 gennaio.
In Toscana, il governatore Eugenio Giani sembra propendere stop momentaneo, vista la sua contrarietà alla dad. Del medesimo avviso il Presidente dell'Emilia Romagna che ritiene fondamentale la progressiva obbligatorietà del vaccino onde permettere e garantire che le scuole siano in presenza.
In Umbria la giunta regionale ha approvato l’estensione dal 1° al 12 gennaio del programma di somministrazione di test diagnostici antigenici rapidi: questi saranno effettuati su base volontaria e gratuita, allo scopo di identificare eventuali casi positivi tra gli studenti iscritti alla scuola secondaria di I e II grado e ai percorsi Iefp.








