Il Diritto di accesso ai documenti è consentito se c'è l'interesse Docente A presenta comunicazione scritta al Dirigente lamentando di essere stata aggredita verbalmente da due colleghe davanti agli alunni e altre persone. La Dirigente apre il procedimento disciplinare nei confronti delle due colleghe. Il procedimento viene chiuso con l'archiviazione perché si ritiene che l'episodio, per quanto realmente accaduto, va collocato nel contesto di un diverbio che poteva essere evitato e non ha avuto conseguenze; del resto, le insegnanti B e C al Dirigente risultano essere persone serie e dedite al lavoro e, nel corso dell'audizione, hanno evidenziato entrambe che il proprio comportamento poco consono è la risultante di un atteggiamento velatamente provocatorio della docente che ha presentato l'esposto. Adesso la docente A chiede accesso agli atti dei due procedimenti disciplinari per saper come la scuola abbia tutelato la sua persona. Si chiede un parere su quali atti il Dirigente può concedere l'accesso e se fra questi debba essere compreso il verbale conclusivo del procedimento e quindi di non irrogazione della sanzione disciplinare.

In base alla normativa e alla giurisprudenza fornite, la docente A ha un diritto qualificato ad accedere agli atti dei procedimenti disciplinari conclusi con archiviazione, in quanto titolare di un interesse "difensivo" che prevale, seppur con dei limiti, sul diritto alla riservatezza delle colleghe controinteressate.

1. Il Fondamento del Diritto di Accesso: L'Interesse Giuridico Difensivo

Il diritto di accesso ai documenti amministrativi è disciplinato dalla Legge n. 241/1990. L'articolo 22 definisce "interessati" tutti i soggetti che abbiano un interesse diretto, concreto e attuale, corrispondente ad una situazione giuridicamente tutelata e collegata al documento richiesto.

Nel caso di specie, la docente A non è una semplice cittadina che chiede di visionare atti, ma è la persona che ha dato avvio ai procedimenti con il suo esposto e che si qualifica come parte lesa. Il suo interesse non è un generico controllo sull'operato dell'amministrazione (vietato dall'art. 24, comma 3, della L. 241/1990 ), ma è finalizzato a "curare o per difendere i propri interessi giuridici", come previsto dall'art. 24, comma 7, della stessa legge 

Questa tipologia di accesso, definita "accesso difensivo", gode di una tutela rafforzata. La giurisprudenza ha chiarito che, in questi casi, l'amministrazione deve verificare se la conoscenza del documento sia potenzialmente e astrattamente utilizzabile a difesa di un interesse giuridicamente rilevante . L'interesse della docente A a "saper come la scuola abbia tutelato la sua persona" è giuridicamente rilevante, in quanto strumentale a:

Verificare la correttezza dell'istruttoria e delle motivazioni che hanno portato all'archiviazione.

Valutare eventuali azioni legali future, sia nei confronti delle colleghe (ad esempio per danno all'immagine o alla professionalità), sia nei confronti dell'amministrazione stessa per eventuale omessa tutela.

Il TAR Lazio, in un caso analogo, ha affermato che l'interesse a verificare la correttezza dell'istruttoria condotta dall'amministrazione in procedimenti sanzionatori è sufficiente a fondare il diritto di accesso 

2. Il Bilanciamento con il Diritto alla Riservatezza delle Controinteressate

Le docenti B e C, essendo state oggetto del procedimento disciplinare, sono "controinteressate" ai sensi dell'art. 22 della L. 241/1990 . Esse hanno un evidente interesse alla riservatezza dei dati contenuti nel loro fascicolo personale e disciplinare 

Tuttavia, quando il diritto di accesso è esercitato per finalità difensive, il diritto alla riservatezza dei controinteressati tende a recedere. L'art. 24, comma 7, della L. 241/1990 stabilisce infatti che "deve comunque essere garantito ai richiedenti l'accesso ai documenti amministrativi la cui conoscenza sia necessaria per curare o per difendere i propri interessi giuridici".

La norma prevede un'eccezione solo per dati "sensibilissimi" (stato di salute e vita sessuale), ma anche in quel caso l'accesso è consentito "nei limiti in cui sia strettamente indispensabile". Nel caso di specie, le informazioni contenute nei fascicoli disciplinari (giustificazioni, valutazioni professionali) non rientrano in tale categoria, ma richiedono comunque un attento bilanciamento.

3. Quali Atti Possono Essere Oggetto di Accesso

Applicando il principio della "stretta indispensabilità" , il Dirigente Scolastico deve consentire l'accesso a tutti i documenti che sono necessari alla docente A per comprendere l'iter logico seguito dall'amministrazione e per tutelare la propria posizione.

Nello specifico:

L'esposto iniziale della docente A: La docente ha ovviamente diritto ad accedere a un atto da lei stessa prodotto.

La comunicazione di avvio del procedimento disciplinare alle docenti B e C: Atto essenziale per comprendere come l'amministrazione ha qualificato i fatti contestati.

Le memorie difensive e i verbali di audizione delle docenti B e C: L'accesso a questi atti è cruciale e deve essere consentito. La motivazione dell'archiviazione fa esplicito riferimento alle dichiarazioni delle docenti B e C, che hanno attribuito la responsabilità del loro comportamento a un "atteggiamento velatamente provocatorio" della docente A. Questa circostanza lede direttamente la sfera professionale e personale della richiedente, la quale ha pieno diritto di conoscere il contenuto di tali accuse per potersi difendere. L'accesso, tuttavia, dovrà essere concesso con l'accortezza di oscurare (o "omissare") eventuali parti contenenti informazioni non pertinenti all'oggetto del procedimento o che riguardino dati personali di terzi o aspetti della vita privata delle docenti B e C non strettamente collegati alla loro difesa 

Il provvedimento finale di archiviazione: Sì, l'accesso a questo documento è assolutamente dovuto. È l'atto conclusivo che contiene le motivazioni della decisione dell'amministrazione ed è il principale oggetto dell'interesse della docente A. La sua conoscenza è indispensabile per valutare la legittimità e la congruità dell'azione amministrativa. Anche la giurisprudenza conferma che l'esponente ha diritto a ricevere copia del provvedimento di archiviazione .

4. Parere Operativo per il Dirigente Scolastico

Il Dirigente Scolastico, in qualità di responsabile del procedimento di accesso, dovrebbe procedere come segue:

Riconoscere la legittimità dell'istanza: Verificare che la richiesta della docente A motivi adeguatamente l'interesse difensivo, collegando la conoscenza degli atti alla necessità di tutelare la propria posizione professionale e personale, potenzialmente anche in sede giudiziaria 

Comunicare l'istanza alle controinteressate: Notificare formalmente la richiesta di accesso alle docenti B e C, concedendo loro un termine (solitamente 10 giorni) per presentare una motivata opposizione, tutelando così il loro diritto al contraddittorio procedimentale.

Valutare l'eventuale opposizione: Se le docenti B e C si oppongono, il Dirigente deve valutare le loro motivazioni. Tuttavia, data la natura "difensiva" dell'accesso, un'opposizione basata genericamente sulla privacy avrebbe scarse possibilità di essere accolta.

Accogliere l'istanza con le dovute cautele: Il Dirigente dovrebbe emanare un provvedimento di accoglimento, consentendo l'accesso a tutti gli atti del procedimento (esposto, avvio, memorie/verbali di audizione, provvedimento di archiviazione).

Disporre l'oscuramento dei dati non pertinenti: Prima di consegnare le copie, il Dirigente (o l'ufficio preposto) deve esaminare attentamente i documenti, in particolare i verbali di audizione, e oscurare con un pennarello nero tutte le informazioni non strettamente indispensabili alla finalità difensiva della docente A (es. riferimenti a situazioni familiari o di salute delle controinteressate, nomi di terzi non coinvolti, altre considerazioni personali non rilevanti) .

Consegnare la documentazione: Fornire alla docente A copia degli atti come sopra "epurati".

In conclusione, il diritto della docente A a conoscere l'esito e le motivazioni dei procedimenti da lei scaturiti prevale sulla riservatezza delle colleghe, proprio perché le conclusioni dell'amministrazione incidono direttamente sulla sua sfera giuridica e professionale. L'accesso deve essere garantito, seppur con la tecnica dell'oscuramento per tutelare i dati non essenziali.

 

 

 

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