1. A suo tempo e in altra sede – già dopo essere stata resa nota dall’ARAN sul proprio sito e poi inviataci personalmente dalla diretta interessata – avevamo espresso più di una perplessità sulla deliberazione n. 15 dell’8 gennaio 2020, con la quale la Corte dei conti-Sezione regionale di controllo per l’Emilia-Romagna aveva ricusato il visto e la registrazione del decreto prot. n. 1480 del 28 ottobre 2019, emesso dall’Ufficio scolastico regionale, contenente il provvedimento d’incarico di direzione di un’istituzione scolastica a una docente vincitrice dell’ultimo concorso a dirigente scolastico: ciò per gli effetti preclusivi del da lei mancato superamento del periodo di prova nella (diversa) istituzione scolastica assegnatale dopo la vincita del precedente analogo concorso.

Il diniego si era fondato sull’assimilazione del non avvenuto superamento del periodo di prova, ex art. 439 del D. Lgs. 297/94, Testo unico della scuola, alla destituzione o dispensa dall’impiego per persistente insufficiente rendimento, ex art. 2, comma 3 del D.P.R. 487/94, trattandosi la prima di una “fattispecie particolare che rientra nella categoria generale” della seconda: un esempio da manuale di interpretazione estensiva di norme di legge in peius o – piuttosto – di analogia in malampartem, espressamente vietata in ambito penalistico (ancorato ai canoni di tipicità e tassatività) e, pacificamente, nel più ampio diritto punitivo, comunque allorquando si incide in negativo la sfera giuridica del soggetto sottraendogli un bene della vita qui di notevole valore, sia in termini di rilevante pregiudizio economico che di perdita di prestigio sociale (e di sofferenze morali).

La locale Delegazione felsinea, pronunciante in collegio e accogliendo la prospettazione del magistrato istruttore, era pervenuta a questa conclusione – trattarsi di “una fattispecie particolare che rientra nella categoria generale” – assumendo a riferimenti la sentenza, ex multis, del Consiglio di Stato, sez. IV, n. 884/2017 e la sentenza della Corte di cassazione n. 18810 del 12 luglio 2019, nonché il – decisivo? – parere dell’Avvocatura distrettuale dello Stato di Bologna allegato dal direttore generale dell’USR.

Ma, già ad una prima e sommaria analisi, ci era apparsa la loro inconferenza rispetto alla fattispecie in esame.

Difatti, nel primo caso i supremi magistrati amministrativi di Palazzo Spada avevano – semplicemente – confermato la sentenza del TAR, statuendo la legittimità della dispensa dal servizio per scarso rendimento di una dipendente(già ben) incardinata nei ruoli della Polizia penitenziaria, che peraltro negli ultimi quindici anni aveva sempre ricevuto un giudizio di mediocre o insufficiente e aveva altresì inanellato ad colorandum, dal 2000 al 2013, più di dieci sanzioni disciplinari di varia natura, dalla censura alla pena pecuniaria. E che il provvedimento espulsivo era stato assunto correttamente in forza del rinvio della normativa di settore al generale Testo unico del pubblico impiego 3/1957, articolo 129 (dispensa dal servizio per chi abbia dato prova di incapacità o di persistente insufficiente rendimento), a ogni modo ex se applicabile, per consolidata giurisprudenza e coerenza di sistema, anche alle categorie di pubblici impiegati non contrattualizzati, tra cui gli appartenenti alla Polizia penitenziaria.

Nel secondo richiamo giurisprudenziale, la Corte di cassazione, investita come ultima istanza dalla stessa dirigente scolastica di cui è parola per il suo mancato superamento della prova nel precedente concorso vinto, aveva – anche qui semplicemente – rigettato tutti gli otto motivi addotti nell’impugnazione perché non ammissibili o infondati, così confermando le due precedenti sentenze di merito che, alla luce di una “valutazione integrata degli elementi probatori disponibili”, avevano riconosciuto la piena legittimità dell’Amministrazione – nella specie, sempre l’Ufficio scolastico regionale per l’Emilia- Romagna – a “recedere dal(precedente) rapporto di lavoro per mancato superamento della prova”. E altro non dice. Dal che però, per negare il visto si argomenta, con un’evidente fallacia, che il nuovo incarico è inconferibile “a causa dell’identità del profilo professionale ... che ha dato luogo alla precedente risoluzione del rapporto di lavoro”.

E alla stessa stregua di questi – pseudo – precedenti giurisprudenziali era da considerarsi il predetto parere dell’Avvocatura: dell’equivalenza del mancato superamento di un precedente periodo di prova alla generale dispensa dall’impiego per persistente insufficiente rendimento. Parere peraltro – giova ripeterlo – sollecitato dallo stesso direttore generale dell’USR dell’Emilia-Romagna e prodotto nell’audizione di rito in veste di rappresentante dell’Amministrazione: non già per difendere il provvedimento con cui alla dirigente ri-vincitrice di concorso era stata assegnata (in ritardo) la sede, bensì per sostenere le ragioni del rifiutato visto; in quanto costretto ad adottarlo – o meglio, a farlo adottare dal suo vicedirettore generale – “in esito alla specifica richiesta del Capo Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione del MIUR”.

È questa davvero un’anomalia istituzionale, di un’Amministrazione che va in contraddittorio per far demolire un suo provvedimento, disposto legittimamente dal superiore organo di collegamento – il Capo dipartimento – tra l’indirizzo politico intestato al Ministro e la sottostante struttura servente che tale indirizzo deve realizzare, comprensiva degli uffici scolastici regionali quali articolazioni periferiche e dal medesimo Capodipartimento funzionalmente dipendenti (rispettivamente, ex art. 2, comma 3 e art. 3, comma 3 del DPCM 208/2023, Regolamento di organizzazione del MIM).

A parte ciò, l’affermazione dell’equivalenza era a dir poco stravagante, non essendoci alcuna lacuna da colmare, atteso che nell’ordinamento esiste un apposito istituto, quale il mancato superamento del periodo di prova; che – rispetto alla dispensa dall’impiego per persistente insufficiente rendimento – ha una sua precisa autonoma configurazione, costituendo il completamento, o perfezionamento, dell’articolata procedura concorsuale, come peraltro rinvenibile nel relativo bando – che ne prende semplicemente atto – ed evidenziato dal Capo dipartimento del MIUR (ora MIM) nella richiesta rivolta al direttore generale dell’USR dell’Emilia-Romagna, di disporre con immediatezza il conferimento d’incarico dirigenziale e contestuale stipula del contratto.

Detto diversamente, il rapporto d’impiego si perfeziona una volta superato il periodo di prova, con l’incardinamento nei ruoli. Altrimenti la definitiva assunzione non avviene. Ma non avviene per quella procedura concorsuale, che per l’appunto non si è perfezionata!

Ciò non impedisce – chiosavamo – che, una volta restituito al ruolo docente, uno non possa partecipare a un successivo concorso a dirigente scolastico o a dirigente tecnico; oppure a una procedura assunzionale come bidello custode (se esiste ancora la figura), nel caso non avesse un’abitazione di proprietà e così potendo fare affidamento su un arco temporale più o meno lungo per procurarsela.

Anche perché, dicevamo, a voler condurre alle estreme conseguenze logiche il ragionamento seguito per analogia (per supposta eadem ratio) dalla Corte dei conti emiliana (e dal direttore generale dell’USR, a sua volta sostenuto dallo strano parere dell’Avvocatura dello Stato di Bologna), non avrebbe avuto nessuna giustificazione l’invito rivolto alla degradata dirigente scolastica a “riprendere le funzioni di docente”, in quanto anche come docente si sarebbe dovuto procedere al licenziamento!

2. Senonché, Il Tribunale ordinario di Ravenna, sez. lavoro, adito dalla ricorrente e pronunciatosi in primo grado (sentenza n. 241 del 17.11.2020), ha accolto – di tutta evidenza – la tesi della locale Avvocatura dello Stato, replicante il parere da questa reso alla Direzione generale dell’USR di Bologna e fatto proprio dal giudice erariale (ante), statuendo la soccombenza dell’attrice, ma compensando le spese di lite per la peculiarità della vicenda e per “gli orientamenti contrastanti assunti anche dalla P. A. nel caso concreto”.

Né più felice esito per la malcapitata si è avuto davanti alla Corte d’appello di Bologna, con l’Amministrazione – recte: l’USR per l’Emilia Romagna – sempre difesa dalla stessa Avvocatura distrettuale; che ne ha confermato la soccombenza fotocopiando la parte motiva della decisione del giudice di prime cure, in più accollandole tutte le spese di giudizio.

Spetterà dunque alla Corte di cassazione mettere la parola fine su questa vicenda nell’udienza fissata per il 5 di giugno prossimo e con sentenza che dovrebbe essere resa pubblica nel mese di settembre. Che – a buona ragione – può presumersi confermativa di una recente pronuncia, meno di un anno fa, su un caso simile.

3. Sempre protagonisti l’USR per l’Emilia Romagna e la Corte d’appello di Bologna (che aveva confermato la sentenza in primo grado), questa volta era toccato a un docente ricorrere al supremo Giudice di legittimità per essergli stata preclusa l’immissione in ruolo susseguente a un nuovo concorso vinto poiché non aveva superato il periodo di prova dopo aver parimenti vinto quello precedente.

La Corte di cassazione, con sentenza n. 22466 del 26 luglio 2023, ha accolto la specifica doglianza del ricorrente e con effetti assorbenti sui restanti motivi da lui sollevati, censurando la decisione della Corte d’appello che “erroneamente ha sovrapposto due fattispecie distinte: da un lato la dispensa per persistente insufficiente rendimento, dall’altro il mancato superamento del periodo di prova”.

Il primo non solo determina un inadempimento di tale gravità da dar luogo alla dispensa dal servizio, ma assume una valenza oggettiva impeditiva ex lege dell’accesso agli impieghi pubblici. Diversamente – continua la sentenza – il periodo di prova è diretto ad attuare un esperimento mediante il quale sia il datore di lavoro che il lavoratore possono verificare la reciproca convenienza del contratto, accertando il primo le capacità del lavoratore e quest’ultimo, a sua volta, valutando l’entità della prestazione richiestagli e le condizioni di svolgimento del rapporto, “e il mancato superamento dello stesso esaurisce i suoi effetti nel recesso del datore di lavoro dal rapporto contrattuale cui accede”. Pertanto, “erroneamente la Corte d’appello ha fatto ricadere sul nuovo rapporto di lavoro instaurato tra il ricorrente e il MIUR (ora MIM) gli effetti risolutori del mancato superamento del periodo di prova che già si erano consumati con riguardo al rapporto di lavoro nel cui veniva esperito”.

Ha quindi cassato sul punto la sentenza impugnata, con rinvio alla Corte d’appello di Bologna in diversa composizione, “che nel decidere la controversia si atterrà ai principi sopra esposti”.

4. Se la Suprema corte non muterà la propria giurisprudenza, dopo le sofferenze patite e – pensiamo – non pochi quattrini spesi, la collega avrà soddisfazione. Questo, almeno, in nostro augurio.

di Francesco Nuzzaci sulla rivista Dirigere la scuola n. 7

https://jgaa.info/public/www/idn/https://jgaa.info/public/www/mpo/https://jurnal.pusatsains.com/luar-negeri/https://jurnal.pusatsains.com/idn/http://103.165.243.97/doc/unsign/psrtgl2/https://www.cienciaecuador.com.ec/https://kpmsurabaya.id/slot-luar-negeri/https://journals.unob.cz/sweet-bonanza/https://ojs.ukscip.com/pages/2024/https://journalofhealthandcaringsciences.org/idn/https://viguera.com/depo-10k/https://tangseldaily.com/https://repository.arab-um.com/https://www.remap.ugto.mx/https://asianmedjam.com/js/scatter-hitam/http://revista.tce.gob.ec/ojs-3.1.2-4/sweet-bonanza/https://lnx.gatm.it/analiticaojs/http://citaitb.com/idn/https://bosaljournals.com/pages/https://rdsp.msp.gob.do/https://thepab.org/public/pro/https://algede.org/https://viguera.com/slot-thailand/https://www.journalprenatalife.com/public/https://isbrmj.org/public/http://ojs3.bkstm.org/sigma/https://snman.science/https://rbiad.com.br/https://seemedj.mefos.unios.hr/public/https://ejournal.aibpmjournals.com/gates-of-olympus/https://rdsp.msp.gob.do/sgm/http://www.inmedsur.cfg.sld.cu/https://hr.tarunabakti.or.id/app_v22/depo-10k/https://njmr.in/public/files/https://iojpe.org/thailand/https://fjot.anfe.fr/https://ktadigitalpgri.org/assets/dist/img/slot-maxwin/https://iojpe.org/jepang/https://hr.tarunabakti.or.id/zeus-slot/https://ktadigitalpgri.org/assets/dist/img/maxwin/https://ktadigitalpgri.org/assets/dist/img/thailand/https://asianmedjam.com/public/https://hr.tarunabakti.or.id/sbobet/https://bkat.whs.or.id/public/platinum/https://www.hnpublisher.com/wp-content/slot-gacor-malam-ini/https://ktadigitalpgri.org/assets/dist/img/zeus/https://isbrmj.org/starlight-princess/https://hr.tarunabakti.or.id/luar-negeri/https://ktadigitalpgri.org/assets/dist/img/mpo/https://data.energy.go.th/slots/https://asianmedjam.com/slot-deposit-pulsa/https://membership.iapi-indonesia.org/maxwin/https://arnet.or.id/akun-pro-thailand/https://hr.tarunabakti.or.id/idn/http://controlvisible.auditoria.gov.co/public/https://ejournal.aibpmjournals.com/scatter-hitam/https://digital.indef.or.id/https://journal.iapi-indonesia.org/garansi/https://iojpe.org/public/https://membership.iapi-indonesia.org/akun-pro-kamboja/https://ojs.hospitalelcruce.org/pages/slot-luar-negeri/https://isnujatim.org/slot-dana/https://www.hama-univ.edu.sy/slot-luar/https://v-rouge.com/slot-depo-10k/https://daurah.arab-um.com/https://ouvidor.rubineia.sp.gov.br/uploads/akun-pro-kamboja/https://www.unjc.cu/akun-pro-kamboja/https://masonhq.org/https://chiesadellarte.org/https://nv.nung.edu.ua/https://jmc.edu.ph/blogs/http://periodicos.unifap.br/https://ouvidor.rubineia.sp.gov.br/uploads/akun-pro-thailand/https://www.unjc.cu/depo10k/https://untref.edu.ar/uploads/demo/gates-of-olympus/https://untref.edu.ar/uploads/demo/sweet-bonanza/https://fjot.anfe.fr/http://ttdt.hvu.edu.vn/akunpro/https://wpcpublisher.com/slot-luar-negeri/https://jltl.com.tr/zeus-slot/https://jltl.com.tr/idnslot/https://mediapencerahanbangsa.co.id/https://pdamindramayu.co.id/images/luar/https://arnet.or.id/akun-pro-kamboja/https://sibalogistik.com/storage/slot-depo-10k/https://aihc.amexihc.org/toto/http://himatikauny.org/wp-includes/zeus/https://kirimmurah.co.id/wp-content/scatter-hitam/https://sedimentologia.org.ar/slot-depo-10k/https://conference.vestnik-vsuet.ru/https://bundamediagrup.co.id/wp-includes/mpo/https://bundamediagrup.co.id/wp-includes/sv388/https://journal.dntb.gov.ua/slot-depo-10k/https://ojs.ahe.lodz.pl/pg/http://103.165.243.97/doc/unsign/sigma/https://vagas.unimedjau.com.br/storage/slot-depo-10k/https://ejournal.aibpmjournals.com/gates-of-olympus/https://kpmsurabaya.id/slot-depo-10k/https://www.viguera.com/slot-kamboja/https://jelita.balitbangdaketapang.id/akun-pro-kamboja/https://portalderevistas.uam.edu.ni/public/toto-slot/https://vagas.unimedjau.com.br/storage/slot-dana/https://iojpe.org/atmos88/https://vagas.unimedjau.com.br/storage/slot-luar-negeri/https://asianmedjam.com/akun-pro-kamboja/https://journal.shamlands.sy/pages/io/https://www.sa-ijas.org/sweet-bonanza/https://caet.inspirees.com/slot-luar/https://humanika.penapersada.com/public/wp/https://www.unjc.cu/sweet-bonanza/https://caet.inspirees.com/scatter-hitam/http://citaitb.com/text/dana/http://citaitb.com/text/pro/https://algede.org/